La ricetta del cuore in subbuglio di Viola Ardone

La ricetta del cuore in subbuglio: ecco la recensione del romanzo di Viola Ardone edito Salani

La ricetta del cuore in subbuglio
Viola Ardone
Salani Editore
Recensione
La bottega delle recensioni

"La ricetta del cuore in subbuglio" è il primo romanzo scritto dalla scrittrice Viola Ardone, laureata in Lettere e autrice, oggi, di varie pubblicazioni.  Ho terminato la lettura di questo romanzo sorseggiando tè verde. Ora è arrivato il momento di parlarvene. Pronti? Di seguito troverete scheda tecnica e recensione. Buona lettura ^_^

Scheda tecnica

Titolo: La ricetta del cuore in subbuglio
Autrice: Viola Ardone
Casa editrice: Salani editore
Pagine: 348

Trama
Dafne è architetto, vive a Milano, è sicura di sé e indipendente, e cerca questa cura nelle leggi e nei simboli della matematica, provando a calcolare gli algoritmi delle emozioni. Ma la sua infanzia è rimasta nascosta da qualche parte. Non ha ricordi. Qualcosa si è incastrato in lei. La sua analista le suggerisce di voltarsi indietro per cercare quella bambina che si è perduta dentro di lei, di tenerla per mano e di provare ad ascoltare la sua voce...
Attraverso il filo dei ricordi, la Dafne adulta ritrova la Dafne bambina, la sua città, Napoli, la sua famiglia. Non sarà facile questo incontro, perché quello che Dafne bambina ha da raccontare è ora commovente e tenero come il dolce della domenica, ora inquietante, come un incubo in una stanza buia… e sarà proprio laggiù, in un’infanzia che ha i colori, i sapori e i suoni del Sud, che Dafne scopre una ricetta, semplice ed efficace come quelle imparate dalle nonne. Una ricetta semplice e speciale per guarire dalla nostra inadeguatezza, per ascoltarsi, capirsi, affrontarsi e, ogni tanto, anche perdonarsi. (Tratta dal sito ufficiale della casa editrice: qui)

Recensione

"La ricetta del cuore in subbuglio" è un subbuglio nel vero senso della parola. Userò il termine nella sua accezione variegata per dire che l'approccio che usa l'autrice è singolare. La sua prosa è particolare così come la struttura della storia. La protagonista, Dafne, è una ragazza complicata con un passato ed un presente non da meno

Sono due le voci narranti: Dafne bambina e Dafne adulta. Devo dire di aver apprezzato il contrasto fra le personalità. Una conflittualità che, fra l'altro, ha avuto le sue ricadute anche stilistiche nel senso che il lessico dei capitoli è profondamente diverso. 

Dafne adulta, in cura da una psicoterapeuta, è una donna rinchiusa nella prigionia di un'infanzia che non ricorda. Il lettore ha il vantaggio di seguire parallelamente i frammenti di ricordi di Dafne bambina e, tassello dopo tassello, riesce a ricostruire i lutti emotivi ancora non elaborati. 

La donna architetto sentimentalmente instabile, legata alla matematica del cuore, al calcolare ogni passo, a trasformare in equazione ogni problema, è fondamentalmente ancora quella bambina che non ha avuto il tempo di metabolizzare la crescita. Viola Ardone riesce a trasmettere con singoli episodi di vita l'inadeguatezza sperimentata in passato dalla bambina: il conflittuale rapporto fra i genitori (lui cristiano, lei fondamentalmente atea), l'arrivo del fratellino, una "nuova arrivata" (scoprite leggendo ovviamente), un mutismo non compreso, la separazione, la colpevolizzazione propria di ogni dramma familiare. 

Senz'altro l'approccio della trama è particolare ma reputo che non sia una lettura facile in termini di scioltezza. I dialoghi sono impostati sempre in maniera indiretta come se tutta la storia fosse l'intimo soliloquio della protagonista. L'autrice stuzzica il lettore al termine dei capitoli con la suspance del non detto che, tuttavia, mi ha spiazzato su un finale dal quale mi aspettavo una grinta maggiore.
Consiglio, infatti,  la lettura del romanzo soprattutto a coloro che sono stanchi della monotonia stilistica degli ultimi tempi.  

Ultima nota di colore sono gli intermezzi di Fondamenti di Geometria Sentimentale utili al lettore per comprendere il mondo di Dafne..."perché il cuore ha le sue geometrie che la geometria non conosce".


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