Oriana Fallaci: recensione del celebre monologo

Lettera a un bambino mai nato:la recensione del celebre monologo letterario di Oriana Fallaci


Finalmente ho purgato la grande colpa di non aver, fino ad oggi, letto uno dei monologhi letterari più conosciuti della letteratura contemporanea. Approda, dunque, anche su questo blog la famosa autrice che ha scritto per Rizzoli questo grande capolavoro. 


Oriana Fallaci recensione blog
Lettera a un bambino mai nato
di
Oriana Fallaci
Scheda tecnica
Titolo: Lettera a un bambino mai nato
Autrice: Oriana Fallaci
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 101

Recensione

Il genere letterario, unito alla trama, non rende facile questa recensione. Sarà forse perché ormai siamo estenuati dalle tante parole vuote che ogni giorno ascoltiamo in materia. Sarà forse perché una recensione obiettiva non è possibile.

Grande colpa aver trascorso questi 25 anni di esistenza senza aver letto questo mondo della Fallaci. E 101 pagine non sono sufficienti per dilungarmi in considerazioni sullo stile. Inevitabilmente la recensione mancherà di qualcosa, senza lo stile. Non è una mania da recensore folle la mia. Lo stile, la penna, la costruzione sintattica di ogni autore fissa nella storia un telaio che ne influenza lo sviluppo. Ed il monologo della Fallaci ne ha uno preciso. 

Della protagonista non sappiamo alcun ché. Eppure senza volto e senza nome, ci sembra così vicina. Non è solo la genetica empatia delle donne. Il suo monologo sussurra all'intimo di ogni donna un richiamo inevitabile perché radicato nel destino biologico cui è predestinata: la procreazione

"Così in una stanza gelidamente bianca, attraverso la voce di un uomo gelidamente vestito di bianco, la scienza mi ha dato l'annuncio ufficiale che c'eri" ( Cit. da Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato)

Proprio la scienza tradisce la sua oggettività attraverso due volti ( i ginecologi con cui si confronterà la protagonista) che permetteranno alla propria obiezione di coscienza di prevalere sul fatto che, a volte, neppure la scienza sa dare risposte. Deve fermarsi. 
Lo scontro ancestrale fra vita e non vita, autodeterminazione e sacrificio, è sunteggiato nelle derive quasi bipolari dei pensieri della protagonista. 

Ora determinata, ora confusa, ora arrabbiata. Di fronte alle emozioni ogni razionalità viene smarrita,qualsiasi tentativo logico di replica ha come destino il naufragio verso il deserto dell'assolvimento. Perché di questo si tratta: emenda sociale per una decisione che sociale non è. 

"Temo che dovrai abituarti a simile cose. Nel mondo in cui ti accingi ad entrare, e malgrado i discorsi sui tempi che mutano, una donna che aspetta un figlio senza essere sposata è vista il più delle volte come una irresponsabile. Nel migliore dei casi, come una stravagante, una provocatrice. O un'eroina. Mai una mamma uguale alle altre".( Cit. da Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato)
 Parla a ciò che porta in grembo: embrione, feto, bambino, persona? Nessuno è riuscito a rispondere a questa domanda. Ma davvero importa trovare una risposta che riesca a soddisfare le pretese morali di ognuno? 
Mi piace pensare che il monologo sia un colloquio con il sè smarrito di fronte ad un bivio inaspettato. Dialoga con se stessa, cerca conforto dalla propria coscienza.Spera, forse, di trovare quella forza necessaria per diventare madre.

Tutto nasce dal dubbio, dalla voglia di non perdere l'autonomia ed il rispetto sociale faticosamente conquistato. Amore o odio dondolano nevroticamente, unici protagonisti di un rapporto in cui il resto del mondo è escluso: l'amica femminista, il padre del bambino, i genitori, i ginecologi.

"Mai due estranei legati allo stesso destino furono più estranei di noi. Mai due sconosciuti uniti nello stesso corpo furono più sconosciuti, più lontani di noi"( Cit. da Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato)

Cosa resta alla fine? 
Solo un dolore inevitabile, una scelta ardua in ogni caso, la gogna sociale prescritta. 
Il rispetto di una decisione. No, quello manca ancora oggi.

"Ma io ti perdono mamma; non tornare al nulla con me, io nascerò un'altra volta" ( Cit. da Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato)








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