Venuto al mondo di Margaret Mazzantini: la recensione

Venuto al mondo: la recensione della storia di un amore che non puzza dello stantio della normalità ma della fragranza di infinito


SCHEDA TECNICA

Genere: Narrativa contemporanea
Editore:Mondadori 
Collana:Oscar grandi bestsellers
Data uscita:25/05/2010
Prezzo:€ 15,00

TRAMA (tratta da Feltrinelli.it)
Una mattina Gemma lascia sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico.

RECENSIONE
Gemma e Diego li rivedo ancora abbracciati in quella Sarajevo che li ha fatti incontrare. Margaret Mazzantini ha tagliato le emozioni di questi personaggi che sembrano tanto diversi quanto uniti. Un amore drammatico si scontra con la voglia di maternità che spazza via ogni legge mettendo in discussione "l'unica legge cui si deve dar conto...quella della propria coscienza".
Il viaggio di Pietro , "figlio" di questo amore, parte dal 97% di sterilità di Gemma per scontrarsi con gli orrori di una guerra che non conosce etica.
Diego coglie i particolari più inusuali con la sua Leica. Il giovano fotografo di Genova, magro come una zanzara e con il cuore d'oro, accompagna l'affannosa ricerca di un figlio. Gemma, donna dagli ovuli ciechi, resta accanto al marito desideroso di intrappolare in un fotogramma gli orrori del conflitto serbo. 
Gemma è una donna a metà non chiamata a partecipare al banchetto della vita e Diego si immola con dolore per colmare questa mancanza genetica.
Il romanzo affronta il tema della maternità surrogata ibernando il pathos di una scelta che può decretare la fine di un amore. Aska è l'ultima chance per Diego e Gemma e la scelta che il ragazzo di Genova farà sarà dettata dal diavolo bellicoso e da un amore consapevole di dover far male per regalare felicità.

SPOILER
Non potevo non dedicare poche righe al finale sconvolgente di questa storia. Per chi deve ancora leggere il romanzo consiglio di non leggere le prossime righe. 
Venuto al mondo è il primo libro che ho letto della Mazzantini e posso dire di essermene innamorata. 
Il colpo di scena della scelta di Diego sull'accoppiamento con Aska è stato fonte di lacrime e lacrime.
Fino alla fine la Mazzantini ci ha fatto credere che ormai l'amore per Gemma si era spento come una vecchia candela per far posto alla ventata di "normalità materna" data da Aska. Ho quasi odiato Diego per questo. Per giorni ero così arrabbiata da aver abbandonato la lettura del libro. Poi la sconvolgente verità che credo si presti ad interpretazioni: la gravidanza di Aska è frutto di uno stupro e Diego ha semplicemente compiuto una scelta di coraggio. 
Ma credo ci sia di più  in questa scelta...ci voglio vedere di più. Dopo mille ovuli ciechi, dopo che la maternità di Gemma è stata disintegrata, Diego ha voluto regalare a Gemma la speranza di vedere in quel bambino ancora i suoi occhi, i suoi piedi e la sua andatura dinoccolata. Come dirle che anche Aska era stato un buco nell'acqua? A mio parere è stata una scelta drammatica...dirle addio simulando  un amore finito pur di regalarle ciò che la vita non le aveva mai dato: la vita stessa. 
Inutile dire che ho amato questo romanzo, al punto da sviluppare una Mazzantini-dipendenza. 
Vi lascio un link che potrebbe interessare a chi come ha adorato questa storia: qui il sito ufficiale di Venuto al mondo. 

Se anche voi avete letto questo libro lasciate un commentino e ditemi cosa ne pensate. Amate anche voi Diego come me? 




Commenti

La bottega delle recensioni

Post più popolari