Narciso e Boccadoro di Herman Hesse: recensione

Narciso e Boccadoro, la recensione del romanzo di Hermann Hesse icona di formazione e di crescita



TRAMA
Marioubronn è il convento dove Narciso e Boccadoro si incontrano per la prima volta. 
Tanto diversi quanto vicini, si instaura un'amicizia che accompagnerà i percorsi di entrambi. 
La natura profondamente diversa di Boccadoro, lo condurrà verso una vita mondana e non monastica che avvicinarà i due amici indissolubilmente legati anche nel momento della fine. 

RECENSIONE 
L'inconfondibile stile di Hermann Hesse dipinge la storia di un'amicizia senza tempo che dopo molti anni ci continua ad affascinare. 
La lettura di Narciso e Boccadoro è stata intensa perchè assistita da particolari aspettative. 
La prima volta che ne sentii parlare fu tempo fa, all'età di 15 anni quando l'insegnante di religione me lo consiglió. Allora non colsi il saggio invito, scelta che ritengo abbia avuto i suoi vantaggi. Non credo,infatti, sia una lettura che si possa apprezzare ad una così giovane età. Ora, dieci anni dopo, forse ne ho capito il senso. 
Posso definirla una storia di formazione. L'evoluzione dei personaggi rispecchia quasi il naturale corso di ogni vita: da incoscienza a consapevolezza. 
L'"incoscienza" di cui parlo non è intesa  in  accezione negativa, bensí semplice non coscienza di sè. 
Boccadoro e Narciso sono giovani diversi che imparano qualcosa l'uno dall'altro e dal corso naturale degli eventi. 
L'uno è eletto allo spirito "materno", l'altro a quello "paterno"; uno incline al mondo della rappresentazione, l'altro al mondo delle idee. 
Sebbene la storia sia costruita sul contrasto fra i mondi dei due protagonisti, c'è un filo conduttore che funge da collante e che porta fino alla morale di questa che molti hanno definito "fiaba filosofica". 
Certe diversità si completano come Idea e Rappresentazione (Narciso e Boccadoro). Di tali diversità la natura si compone e si bea. 
Per quanto il percorso di crescita di ognuno sia oscuro, il cammino verso la conoscenza vera di sè è l'unico mezzo efficace per vivere questa vita. Seguire l'elezione dell'anima puó essere difficile ma Hesse ci insegna anche questo. 
Dolore e gioia molto spesso non sono distinguibili ed ogni crescita ne è composta. Il cammino verso la consapevolezza è fatto di cadute e di trionfi ma vale di essere percorso se affrontato con gli strumenti del proprio sè. 
D'altronde consapevolezza è soprattutto saggiare i propri  limiti e conoscerne l'esperienza. 

PASSI DEL LIBRO
" Qualunque cosa avvenga di te e di me, comunque si svolga la nostra vita, non accadrà mai che, nel momento in cui tu mi chiami seriamente e senta d'aver bisogno di me, mi trovi sordo al tuo appello. Mai! "

" Ormai sentiva di aver varcato la soglia di un paese in cui avrebbe trovato da sé la sua vita, in cui nessun Narciso poteva guidarlo più. [...]Ormai era veggente, non era più fanciullo e uno scolaro. Come faceva bene questo sentimento! Eppure...com'era doloroso questo congedo!" 

" Forse, pensó, la radice di ogni arte, e forse d'ogni spirito, è la paura della morte. Noi la temiamo, abbiamo orrore della caducità. [...]Se dunque come artisti creiamo figure o come pensatori cerchiamo leggi e formuliamo pensieri, lo facciamp per salvare qualche cosa della grande danza macabra, per stabilire qualche cosa che abbia una durata più lunga di noi stessi." 

"Ma come vuoi morire un giorno,Narciso, se non hai madre? Senza madre non si puó amare. Senza madre non si puó morire" 


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