Lisistrata. La rivolta delle donne

Quando gli insegnanti mi dicevano che il greco non era una "lingua morta" ci credevo poco. I banchi di scuola,si sa, son maestri di esperienze, ma solo il tempo è capace di spiegare cose,prima, assurde.
Il greco antico era una di queste. Diciamo che correva fra me e la tanto temuta lingua un rapporto di amore ed odio. Terribilmente attratta e spaventata allo stesso tempo da quell'alfabeto tanto diverso dal mio.
Poi un giorno cresci e comprendi. Il greco antico è affascinante. Leggerlo è come parlare per ore con un viaggiatore infaticabile. Se ci pensate, son testi che hanno viaggiato per secoli e continueranno a farlo. In questo viaggio non perdono interesse, anzi! Hanno l'abito giusto per ogni epoca.
Tutto questo revival per dirvi cosa? Giá con Orgoglio e pregiudizio mi sono spostata verso i classici della letteratura. Oggi voglio fare un altro passo indietro ( bello lungo direi !) e parlare del classico greco per eccellenza.
Sebbene non sfiori ancora il quarto di secolo, diciamo che mi considero un tipo da definire dai gusti retrò con aperture avanguardiste. In parole spicciole: amo i generi del passato ma do una chance anche ai moderni suvvia :-)!
Felice e contenta per l'esame superato,prima di ricominciare da domani lo studio matto e disperatissimo,  ho deciso che dedicherò questo pomeriggio di riposo ad Aristofane.
Chi non ha sentito parlare almeno una volta di Lisistrata alzi la mano!
Ho scelto Aristofane perchè  chi volesse accostarsi a questo tipo di lettura, troverebbe in questo autore un valido aiuto per affrontare il breve viaggio nel passato.
Lisistrata è una commedia spassosa. Correva l'anno 411 a.C., Atene è stremata dalla guerra del Peloponneso, così come le donne, che vedono mariti e figli partire per non tornare.
Gli uomini,dal canto loro, erano testardi e determinati nel continuare una guerra priva di senso per molte ragioni.
Ed ecco la rivolta: le donne, guidate da Lisistrata, mettono in atto lo sciopero tanto temuto dagli uomini, i quali alla fine cedono alla richiesta di porre fine al conflitto.
Ovviamente non possiamo parlare di femminismo,è tutto il contrario direi.  Aristofane vuole dare uno spaccato comico della bassezza di costumi della quale era preda l'Atene di quel periodo. È un'atmosfera così dissoluta che il commediografo paragona, ironicamente, al rimettere tutto alla volontá delle sciocche donne. Più che il linguaggio scevro da perbenismi, questo è il vero fulcro della commedia.
Perché dovreste leggerlo? È una lettura breve, soprattutto se fatta con il testo a fronte. Vi assicuro che quando volterete l'ultima pagina ,guarderete con un occhio diverso i classici greci!

Buona lettura cari amici!
Un abbraccio

Chiara :-)

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