PAULO COELHO, Il manoscritto ritrovato ad Accra

AUTORE: PAULO COELHO


TITOLO:IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA


EDIZIONE MONDATORI SU LICENZA BOMPIANI, 2012



Gli appassionati di Coelho sapranno che l'autore ha ricevuto  un'educazione strettamente religiosa ed  essa pervade in maniera più o meno massiccia tutte le sue opere. Anche "Il Manoscritto  ritrovato ad Accra" non sfugge a questa logica,infatti, lo si deduce dal versetto di  Luca, 23,28  richiamato prima della prefazione e del saluto. Possiamo definirlo, con non poche riserve tuttavia,  una sorta di romanzo storico nel quale si parte dal ritrovamento a Qena, nell'Alto Egitto, di una giara contenente numerosi papiri. Il viaggio dei papiri nel corso dei secoli è stato labirintico: dal mercato nero al Museo del Copto. È una digressione storica che ci porta al ritrovamento, nel 1974, di un altro manoscritto da collegare geograficamente alla città di Accra. L'autore ne da, quindi, una traduzione.


 La collocazione storica del manoscritto è importante, ma non è la protagonista. Infatti, nel primo capitoletto " Ora che sono giunto alla fine della mia vita", lo spazio riservato alla descrizione della vicenda storica è veramente esiguo; ma andiamo per gradi. Gerusalemme sta  per subire l'invasione dei crociati e la paura rende schiavi gli abitanti. Entro questa cornice, compare un personaggio singolare, il Copto. Il manoscritto ci dice che è un "tipo strano", ha viaggiato molto ed alla fine ha deciso di porre fine al suo viaggio. Il Copto non è né cristiano né musulmano né ebreo; in cosa crede allora? Vediamo cosa dice Coelho : " Il Copto crede unicamente nel presente e in qualcosa che identifica con il nome Moira , ossia la divinità ignota, il fato, l'Energia Divina responsabile dell'unica legge che non può essere trasgredita". Non è un caso che questa precisazione sia fatta nel primo capitolo, è la chiave di volta del testo, racchiude, a mio parere, il messaggio stupendamente moderno che Coelho vuole darci.


 Il resto del manoscritto si svolge nel susseguirsi di domande che il popolo, l'altro grande protagonista, pone al Copto. Il popolo , a differenza del Copto, ha una composizione multireligiosa e ,dopo l'iniziale diffidenza, si abbandona al dibattito tutto teorico che il Copto vuole intrattenere all'indomani dell'invasione.


 Ricorrono molteplici riferimenti biblici: la piazza in cui sono tutti riuniti è la stessa in cui Pilato aveva consegnato Gesù alla folla; lo stesso Copto ricorda alla folla le parole profetizzate "dall'uomo che andava incontro alla morte"        ( " Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i nostri figli"); i riferimenti alle parabole, inoltre, vengono usati dal Copto a sostegno delle sue tesi ( la semina, il buon raccolto, il figliolo che torna dal padre).


 La folla da spazio alle paure: il futuro, l'ansia, la solitudine, la pianificazione della vita, il successo, i nemici. Ed è straordinario palpare l'attualità e l'immutevolezza delle paure umane. Sono ansie che il Copto cerca di sedare con  la sua saggezza, indicando le virtù come unici strumenti per combatterli.




È una scrittura scorrevole, elegante, che nella sua semplicità contiene a stento un forte messaggio: nutrire sempre speranza, anche e soprattutto nei momenti più oscuri, quando tutto parla di distruzione. Che tu sia cristiano, musulmano, ebreo, ateo, non importa perchè le virtù non guardano la professione di fede,  sono proprie "dell'umanità umana"  che non può farne a meno senza svilire se stessa. Come dice il Copto, il manoscritto è un "atto di guerra,.. una spada invisibile che si offre al mondo affinchè possa lottare contro i demoni del'intollerenza e dell'incomprensione".














Se anche voi lo avete trovato interessante o semplicemente la mia recensione vi ha incuriosito, sarei ansiosa di conoscere il vostro punto di vista.




Per gli appassionati  di Coelho vi segnalo la pagina ufficiale www.paulocoelho.com








Commenti

  1. Complimenti. Mi è venuta voglia di acquistare e leggere questo libro

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  2. Ti ringrazio :-) colgo l'occasione per invitarti a partecipare al sondaggio, se non lo hai già fatto. Magari per la scelta della prossima recensione mi orienterò seguendo anche i vostri gusti :-)

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  3. Mi è piaciuto. Mi ha ricordato Il Profeta di Gibran.
    Luna

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  4. Mai letto...me lo consigli? :-)

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  5. Il Profeta è molto meglio!!!

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